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Convegno Incendio
Tetti causato da CANNE FUMARIE |
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Bergamo 10 aprile 2010
Gli incendi dei tetti delle abitazioni rappresentano un
fenomeno che ha investito in modo drammatico anche la
provincia di Bergamo. Le statistiche indicano infatti che in
soli tre mesi, da ottobre a dicembre 2009, sono bruciati quasi
120 tetti, con una media di quasi 40 incendi al mese, e che,
anche per l’anno in corso, tali incidenti non accennano a
scomparire. Spesso si tratta di abitazioni nuove o
recentemente ristrutturate e l’innesco è quasi sempre da far
risalire a problemi legati alle canne fumarie.
Questi i principali elementi emersi nel corso del convegno
organizzato dall’Associazione Artigiani di Bergamo lo scorso
10 aprile, nell’ambito della Fiera Edil 2010, per far luce
sulla portata e le cause del fenomeno. |
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È proprio per informare, trovare le possibili soluzioni alla
problematica e dare un supporto concreto alle aziende del
settore e ai cittadini, - ha precisato Giacinto Giambellini,
componente di Giunta dell’Associazione e capo Area
Impiantistica - che abbiamo deciso di promuovere, per la prima
volta nella nostra provincia, un convegno che vede coinvolte
non solo le aziende che costruiscono ed installano le canne
fumarie ma anche le istituzioni chiamate a verificare,
controllare e risolvere i problemi correlati».
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Giulio De Palma |
Giambellini ha presentato il primo dei relatori
Giulio De
Palma, da 7 mesi Comandante dei Vigili del Fuoco di Bergamo,
che ha confermato le statistiche citate, per le quali si
ritrovano similitudini anche nelle province limitrofe. Da
un’analisi realizzata nel 2007 nella vicina provincia di
Brescia, molto simile alla nostra per abitudini e per
territorio, si è riscontrato che la maggioranza degli incendi
dei tetti è concentrata durante la stagione fredda con oltre
200 incendi nel primo trimestre rispetto ai 300 totali
dell’anno. La cause sono attribuibili per il 52,9% a
realizzazioni del camino non a regola d’arte, per il 17,8%
alla cattiva manutenzione del camino, per il 17,6% a incendi
avvenuti in cantiere e solo per l’11,7% ad altri motivi. Tra
gli errori riscontrati dai Vigili del fuoco nei loro
sopralluoghi rientrano casi di canne fumarie installate vicino
a scarichi in pvc o fili elettrici, o con piastre di ferro
imbullonate sul legno o canne non pulite.
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Bisogna infatti considerare che, particolarmente nei casi di
combustibile solido, la temperatura dei materiali di
combustione è elevatissima - ha detto De Palma - e che i
materiali intorno alla canna fumaria non devono pertanto
essere a facile combustibilità». De Palma ha quindi rimarcato
il fatto clamoroso che si tratta prevalentemente di incendi
che riguardano i tetti nuovi o da poco ristrutturati (nel 97%
dei casi) sottolineando che servono campagne di
sensibilizzazione delle aziende e dei progettisti, perché si
attengano alle regole e alle norme tecniche in materia di
canne fumarie, ma anche dei cittadini perche spesso semplici
interventi di manutenzione quali la pulizia dei camini possono
salvare la vita. |
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Giacinto
Giambellini |
Dello stesso parere
Giambellini
che ha spezzato una lancia contro il “fai da te” troppo
diffuso anche in questo campo: la scelta di un‘impresa
qualificata, che seleziona le materie prime migliori, fornisce
consigli e segue le norme tecniche corrette, mette al riparo
da queste situazioni. |
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Paolo
Grisoni |
Un esempio del rischio legato ad un utilizzo scorretto delle
canne fumarie è stato presentato da
Paolo Grisoni
della società GBD spa di Villa Guardia (Como) specializzata
nei sistemi di scarico dei prodotti della combustione in
acciaio inox. Grisoni ha mostrato attraverso la proiezione di
un filmato cosa accade quando i residui
della combustione depositati in un anno in una canna fumaria
si incendiano. L’incendio all’interno della canna
porta la parete esterna ad una temperatura di 1000 gradi,
cosicché carta, polimeri plastici o legno nelle immediate
vicinanze prendono immediatamente fuoco. Quindi, anche quando
l’impianto è installato correttamente e con i materiali
prescritti dalle norme, sono due gli elementi fondamentali da
rispettare per evitare i rischi: per l’utilizzatore
un’adeguata pulizia e manutenzione; per l’installatore il
rispetto della |
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distanza minima entro la quale non devono esser presenti
materiali combustibili e un’opportuna coibentazione della
canna.Spesso poi, la causa di incendi nei tetti da poco
ristrutturati è la conseguenza dell’utilizzo di una vecchia
canna fumaria preesistente per usi non compatibili. |
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Stefano Guerinoni |
Ma bisogna fare attenzione anche a cosa si brucia.
Stefano Guerinoni
Tecnico della Prevenzione dell’ ASL Bergamo ha
ricordato le numerose forme di utilizzo scorretto di legna
trattata chimicamente da parte dei cittadini che non sanno che
in questo modo liberano nell’aria principi altamente
inquinanti e tossici. Altro tema di particolare rilievo
affrontato dall’esperto dell’Asl è stato quello delle
intossicazioni da monossido di carbonio, composto inodore e
insapore che scaturisce in genere dalle combustioni a fiamma
libera e passa rapidamente nel sangue. Come ha spiegato
Guerinoni, i sintomi iniziali spesso vengono erroneamente
scambiati per una banale influenza (cefalea, nausea vomito
stanchezza) e perciò trascurati, con conseguenze anche
tragiche. L’effetto tossico è in relazione alla concentrazione
e al tempo di esposizione tenendo conto ad esempio di valori
soglia quali 87 ppm per 15 minuti o 8,7 ppm per 8 ore. |
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È comunque da segnalare che dal 2004 al 2009 nella Regione
Lombardia incendi e intossicazioni sono diminuiti passando da
450 eventi a circa 230 per anno. Tornando al tema degli
incendi Guerinoni ha quindi ricordato che gli impianti termici
devono essere installati esclusivamente da ditta abilitata che
dovrà verificare condizioni quali l’idoneità dei locali, i
requisiti del sistema camino e dei canali da fumo e l’idoneità
degli scarichi a parete. |
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Giuliano Vacchi |
Infine ha sottolineato l’importanza della prevenzione
attraverso l’informazione ai cittadini e alle imprese, quale
stimolo per modificare i comportamenti del mercato. Di seguito
l’interessante intervento di
Giuliano
Vacchi
del Cipi -Comitato interprofessionale di Prevenzione Incendi,
perito del Tribunale di Brescia. Vacchi, nell’illustrare nello
specifico alcuni casi di incendio di cui ha avuto diretta
esperienza nel proprio lavoro, ha ricordato che spesso non si
deve parlare di fatalità, ma, al contrario, di eventi molto
probabili, ricordando che in queste situazioni il giudice
manda un avviso di garanzia non solo a progettisti e imprese
coinvolte nella realizzazione dei lavori ma anche al
proprietario.
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Roberto Valsecchi |
Diviene quindi sempre più importante lottare contro
incompetenza, superficialità, disinformazione facendosi
aiutare da chi ha sempre seguito queste problematiche. A
questo proposito Giambellini ha rimarcato l’importanza di una
forte collaborazione tra progettista, impiantista e
proprietario che insieme hanno gli strumenti per prevenire
questi eventi. Quindi la relazione di
Roberto
Valsecchi,
presidente del Collegio Periti Termotecnici di Bergamo che ha
illustrato le previsioni delle norme in materia di
installazione di impianti (DM 22 gennaio 2008 n. 37 che ha
riordinato la L. 46/90) e le regole tecniche che disciplinano
realizzazione e installazione di camini e canne fumarie
ribadendo che la maggior parte degli incendi avviene perché
queste ultime non sono state realizzate a regola d’arte.
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A ciò si aggiunge il non corretto uso dei caminetti usati come
“inceneritori”. Tra gli errori più comuni l’utilizzo di camini
con classe di temperatura inferiore, distanze non corrette,
camini non testati per incendi, errato dimensionamento di
camini e canne fumarie, l’impiego di condotti non a norma, la
coibentazione errata o assente.
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Andrea Mardegan |
Infine
Andrea
Mardegan
responsabile tecnico della società GBD ha illustrato nel
dettaglio le specifiche tecniche previste dalla norma UNI
10683:2005 - Generatori di calore alimentati a legna o da
altri biocombustibili solidi - Requisiti di installazione, che
riguarda caminetti aperti e stufe a legna, illustrando i
requisiti prescritti per i singoli componenti nel caso di
combustibili in legno o in pellet (es. tipologia dei tubi,
percorso, lunghezza massima, spessore minimo, diametro,
resistenza al fuoco ecc.).
Mardegan ha comunque sottolineato che anche il componente
idoneo se installato scorrettamente crea danni e quindi ha
ribadito la necessità di rispettare particolarmente le
specifiche e le istruzioni di installazione.
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C'è stato un dibattito aperto con le domande del pubblico che
hanno riguardato in particolare le responsabilità
dell’installatore di impianti e dell’impresa edile che
collaborano nella realizzazione delle canne fumarie, nonché
quella dei progettisti, dei costruttori, dei direttori dei
lavori e dei proprietari. Ne sono emerse preziose informazioni
circa le varie responsabilità: quella del proprietario che si
affida ad un installatore non abilitato, quella del direttore
dei lavori che non verifica il rispetto delle norme, quella
dell’installatore che si lascia convincere a realizzare dei
lavori non a regola d’arte. |
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E'
emersa
la necessità di una rivoluzione culturale nell’ambito delle
costruzioni. Come ha provocatoriamente affermato il presidente
dell’Associazione Artgiani «quando si compra un
elettrodomestico ci danno il libretto di istruzioni, quando si
compra una casa, no. Per questo - ha concluso Carrara - la
nostra Associazione si sta attivando per
riunire tutti gli operatori del sistema casa e creare una
cultura della collaborazione e del prodotto, arrivando sino ad
una sorta di libretto di istruzioni per l’uso da consegnare
all’utente finale».
Testi Articolo Fral 16 aprile 2010
Fotografia David Quadranti
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